La Batoca

Non fotografare

“Se è davvero l’umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l’ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica”, Ando Gilardi

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Montelabbate anni Venti del '900

Montelabbate, 9 Giugno 1912. Un telegramma del Re

Il racconto della “geniale festa” della Federazione Monarchica Rurale di Montelabbate, svoltasi nel giugno 1912, il cui successo fu coronato da un telegramma di Sua Maestà Vittorio Emanuele III in persona.

amelie la scatola dei ricordi

Amélie. La scatola dei ricordi

“Solo il primo uomo penetrato all’interno della tomba di Tutankhamon potrebbe capire l’emozione di Amélie mentre apre la scatola di tesori che un bambino ha assicurato di nascondere una quarantina di anni fa. Il 31 agosto, alle 4 del mattino, a un tratto Amélie ha un’idea luminosa: Ritroverà dovunque sia il proprietario della scatola dei ricordi e gli restituirà il suo tesoro. Se la cosa lo colpisce, lei ha deciso: comincerà ad occuparsi della vita degli altri. Altrimenti, tanto peggio.”

caramella di panna

Tra Proust e Perec, le nostre memorie in libertà. Mi ricordo, n. 1 (Promemoria 1, 2010)

Mi ricordo le caramelle di panna, avvolte nella carta bianca e azzurra, che mi dava mia nonna Pina.
Mi ricordo quando andavo a scuola e “studiare è il tuo lavoro”.
Mi ricordo una scamiciata a scacchi bianchi e lavanda, con una margherita applicata davanti, comprata da Fiordelmondo a Pesaro (il signor Ettore, che faccia severa!, la signora Giuliana, sembrava la fata Smemorina, e poi c’era la commessa Pupa)

Costanza Croce Porta

Dall’archivio di Concetta Mattucci: i Conti Spada

La cultura di una nazione ha mille colori: in occasione dei festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia (2011), Concetta Mattucci, discendente dei Conti Spada di Pesaro, ha recuperato per noi alcune memorie di famiglia, dagli Eroi alle cucine

Montecchio, 21 gennaio 1944. Foto di Emma Parola

Montecchio, 1944

Lo scoppio del deposito di esplosivi, posto nel centro dell’abitato, avvenuto la sera del 21 1 1944 ha cagionato la rovina della Casa e Chiesa Parrocchiale, e di un antico affresco non dispregevole datato 1505 ritenuto lavoro di Bartolomeo di Gentile da Urbino che decorava il fondo dell’abside.
Nel luglio 1944 fu fatta saltare con le mine anche la chiesuola di S.Michele, posta in capo al paese sull’imbocco della via provinciale per Macerata