Farememoria. La stanza dei ricordi

di Cristina Ortolani

Questo testo è stato composto per l’esposizione Farememoria – La stanza dei ricordi, che nel settembre 2012 ha concluso il progetto Pesaromemolab, ed è stato pubblicato sulla brochure edita in quell’occasione.
Di Pesaromemolab e di altre simili esperienze il sito http://www.farememoria.com vuole essere continuazione e aggiornamento, con una ancora maggiore attenzione alle storie e al racconto dei ricordi, non necessariamente contenuti nelle coordinate geografiche che di quei progetti delineavano i confini.

 

Vintage. Amarcord. “Come eravamo”. Le ricette della nonna e “come una volta”. “Effetto nostalgia”. “Per non dimenticare”, se si tratta di tragedie di massa. E poi, ineluttabilmente: “Si stava meglio quando si stava peggio”.
La necessità, anzi l’ossessione del ricordo è connaturata al nostro tempo nervoso: la società liquida stigmatizzata da Zygmunt Bauman, con il suo affacciarsi all’oblio non può non trovarsi costretta a fare i conti con la durata, e dunque anche con la memoria.
Ma è possibile che, nell’epoca della moltiplicazione bulimica delle informazioni, della condivisione (condivisione?) compulsiva di istanti che il buonsenso per secoli ha voluto appartati, la memoria, la sua costruzione e la sua custodia siano contenuti nel bordo smerlato di una foto color seppia?
Non ci è dato di sottrarci all’urgenza del ricordo, allo struggimento di chi vuol fermare tra le dita il proprio lacerto di tempo, personale e della comunità cui appartiene. Si può però cercare di discernere, di operare una riflessione sul perché, per chi continuare a ricordare pubblicamente, e sul come.

Con il solo proposito di render conto di un lavoro i cui primi passi datano ormai a una quindicina d’anni fa, farememoria – la Stanza dei ricordi prova a ‘mettere in scena’ il sedimentarsi di alcune memorie della nostra città (Pesaro). Come ogni messa in scena anche questa è del tutto soggettiva, parziale e circoscritta, delimitata da luci e segni già tracciati, dettata dal qui-e-ora e dalle sue contingenze. Spazi e tempi d’azione condizionati da diversi elementi (su tutti, la scelta obbligata di rappresentare gli oggetti attraverso le loro riproduzioni fotografiche), che se da un lato hanno imposto noiosi rallentamenti al percorso del progetto Pesaromemolab, di cui farememoria racconta, dall’altro hanno forse contribuito a far emergere una volta di più un aspetto costitutivo dell’esperienza compiuta:  una caparbia vitalità. Una capacità generativa dello scambio attento tra le persone, che intorno ai ricordi – individuali o collettivi ma comunque da rileggere in vista di una condivisione reale – si sono ritrovate come nella piazza grande della città, a parlare del passato per trovarvi ragioni utili al futuro, soprattutto al presente.

Di Pesaromemolab si dirà più avanti, con l’inesausta fiducia che all’officina della Stanza dei ricordi possa seguire la sistemazione organica di almeno una parte del materiale raccolto, in una pubblicazione o in altra iniziativa di più ampio respiro; ciò che occorre sottolineare qui è che nel tratteggiare una preliminare forma di restituzione si è imposta da subito l’esigenza di non tradire il senso di vivacità, di fermento testimoniato dai cittadini che si sono avvicinati al lavoro svolto. Un fermento che contrassegna l’intero nostro tempo, una domanda che nella memoria e nel suo racconto – non necessariamente ancorato alla mediazione delle carte o dei social network – cerca forse la possibilità di un tempo più umano (Il tempo diviene tempo umano nella misura in cui viene raccontatoPaul Ricoeur).

Fare memoria è innanzitutto prestare attenzione alle persone e alle loro storie; alle loro vite, agli incontri.

A chi ci ha accompagnato sin qui va la nostra gratitudine; a loro, e alle ombre della sera, come sempre, è dedicato questo lavoro.

Cristina Ortolani, 14 settembre 2012

filo rosso

Annunci

Informazioni su miss nettle

cristinaortolanistudio.it | ladirce.it | missnettle.com

  1. Pingback: La scatola dei ricordi | farememoria

  2. Pingback: Farememoria – Diorama, piazza | farememoria

  3. Pingback: Grazie, madama la Marchesa! Vittoria Mosca e le sue collezioni - laDirce | Un paese e cento storie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: